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Visualizzazione dei post con l'etichetta routine

Giorni difficili

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-Lunedì 30 Marzo 2020 - è sera, piove. Ascolto il silenzio e il ticchettio sommesso delle mie dita che battono sulla tastiera. Oggi ho lavorato moltissimo, domani ho la riunione via WhatsApp con il mio prof. Devo ammettere che questa situazione sta iniziando a pesarmi. Sono un paio di notti che dormo maluccio, e il cambio dell'ora durante il weekend non contribuisce a farmi stare meglio. Mi ostino a spargere le mie good vibes ovunque, mi ostino a spingere le persone intorno a me ad essere grate e positive. Ma io, sono davvero grata e positiva? Mi manca il mio ufficio al Técnico. Mi manca il mio laboratorio. Mi manca andare lì tutti i giorni, fare una pausa sigaretta sul tetto, essere sotto stress perchè come al solito sono arrivata un tantino più in ritardo di quanto avrei dovuto. Sono combattuta. Mi piace questa routine nuova che mi sto costruendo, ma mi chiedo dove sia il limite tra l'auto convinzione che questa situazione mi potrebbe fare bene, e il reale stato delle...

Il virus a forma di corona: isolamento, crisi e tutto quanto

Oggi ripensavo alle piccole crisi che ciascuno di noi sicuramente ha avuto nel corso della propria esistenza. Se ripenso al 2018, per esempio, mi rendo conto di quanto io stessi infinitamente peggio di come sto adesso, nonostante la situazione non troppo gradevole che stiamo vivendo. Il mio 2018 è stato un anno devastante, che mi sono sempre ostinata a definire 'fiacco', nonostante sia stato pienissimo. La mia vita è cambiata completamente in quell'anno, ed io mi sono riscoperta più fragile di quanto credessi. Se una cosa del genere, una situazione come questa, fosse successa nel 2018, non so se sarei sopravvissuta. Lo dico seriamente. Benché dall'inizio di quest'anno me siano successe di tutti i colori, (e continuano a succederne -nonostante la quarantena!) sto reagendo alla pandemia mondiale molto meglio di quanto credessi. Si chiama 'resilienza' questa caratteristica del saper reagire bene alle avversità, e riuscirne rinforzati (o quantomeno non tropp...

Cosa ho imparato in una settimana di quarantena

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In coppia con questo post, esce anche un video di youtube, un po' più strutturato, e con tanti suggerimenti utili. In questo post invece decido semplicemente di portare avanti il diario della quarantena, raccontando un po' di questa prima settimana, tra alti e bassi, tra pulizie di primavera, routine, (tanto) yoga e (poco) lavoro da casa. Ho imparato che sono una persona pigra, che si perde nelle tentacolari possibilità che offre la vita a casa, che è difficilissimo lavorare da casa se non ci impone una timetable e un ordine generale delle cose, che le persone a volte ci mancano solo se ci fermiamo a pensarle, e che i genitori possono essere noiosi anche a distanza di 3000Km. Ma forse dovrei riordinare meglio le mie considerazioni. O meglio, non ridurre tutto ciò che ho imparato a una lista e a un flusso di coscienza senza né capo né coda. Vediamo cosa posso fare al riguardo. Perchè tra le altre cose, ho anche imparato che sì, sono una persona un po' caotica, ...

La lezione della morte

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La morte è una realtà onnipresente per noi, sia che vogliamo pensarci o meno. È sempre lì, nel sottofondo delle nostre giornate. Ne sentiamo parlare al telegiornale, ne sentiamo discutere tra i nostri conoscenti, ne sentiamo la presenza quando ci preoccupiamo della nostra stessa salute. La morte è tra i meandri dei nostri pensieri anche quando semplicemente prestiamo attenzione per attraversare la strada. Eppure ci spaventa prenderne consapevolezza. Ci spaventa parlarne. Ci spaventa farci i conti. Preferiamo di gran lunga dedicare il nostro tempo e le nostre energie mentali al gossip, a futili liti e ai social media. Non voglio certo suggerire che qualsiasi cosa pensiamo o facciamo debba essere profonda o solenne, ma contemplare la brevità della nostra vita può aiutarci ad avere una prospettiva diversa su come investiamo i nostri pensieri. Ho detto "come" e non "cosa". Più che l'oggetto della nostra attenzione, a contare infatti è la qualità d...

10 cose che ho realizzato andando in bici tutti i giorni

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Dopo poco più di una settimana da quando mi sono trasferita a Lisbona, ho comprato una bicicletta, ed ora è da circa quattro mesi che la uso per i miei spostamenti quotidiani. L'idea è sempre ronzata nella mia mente, e ho sempre pensato che nella vita avrei voluto vivere in luogo che mi permettesse di girare in bicicletta quotidianamente. Sono sempre stata una ciclista occasionale, che non ha mai avuto il coraggio di diventarlo abitualmente, ma adesso che ho fatto 'il grande passo', voglio condividere con voi qualcosa che ho realizzato in questo mio primo periodo. Joana II (perchè la prima me l'hanno rubata) 1- Se si aspetta la città a misura di ciclista, si finisce per non montare mai in sella. Lisbona è una città difficile dal punto di vista dell'urbanistica, forse paragonabile a Genova, però è dotata di piste ciclabili, tante soprattutto nell'area in cui vivo e lavoro. Il grande problema di Lisbona è il sali-scendi continuo, anch'essa è costruita s...

La violenza della stabilità (è un modo di morire a metà?)

Ho deciso di scrivere un post al giorno... vediamo quanto dura. In ogni caso ho deciso di scrivere adesso perchè tanto la giornata è già iniziata male, quindi non mi aspetto che continui brillantemente. Insomma, non è che è proprio cominciata male, e forse mi sto solo rendendo vittima del famoso ' effetto chissenefrega '. Insomma, mi sono svegliata tardi perchè ieri sera mi sono messa a guardare una nuova serie (fighissima, si chiama ' Killing Eve '), sono arrivata in bici in università maledicendo la lezione di yoga di ieri, che era molto focalizzata sul lavoro delle gambe, e mi ha lasciato indesiderati DOMS  (NB: il giorno prima ho fatto crossfit: 150 squat con la palla medica -oltre al resto, ci tengo a sottolinearlo). A Lisbona finalmente c'è il sole, ma moltissimo vento, che abbassa la temperatura, ma soprattutto che non mi permette di pedalare dritta, e mi fa continuamente oscillare. Odio profondo. Ho un meeting con il mio capo tra circa un'ora e mezza, ...

un flusso di pensieri (per non perdere l'abitudine)

No, tranquilli, non la perdo l'abitudine di scrivere flussi di pensiero, manco fossi Joyce. E' già tanto che usi correttamente la punteggiatura, in più aggiungiamoci anche il fatto che sto scrivendo dal mio nuovo PC del laboratorio-con tastiera portoghese- e che inoltre ho anche meno di un quarto d'ora per finire il post, perchè poi devo andare a yoga, ed ecco a voi la ricetta perfetta del post incasinato. La mia vita in questo periodo oscilla tra l'avere un meraviglioso senso di appagamento con annessa sensazione che la mia vita sta procedendo nella direzione giusta, e tra l'avere la disarmante e fastidiosa sensazione di non avere nulla sotto controllo. Mi creo routine che non rispetto, ma che quando rispetto mi fanno sentire fortissima, mi do obiettivi perfettamente raggiungibili -anche se un po' sfidanti, sennò che obiettivi sono??- ma che arbitrariamente decido che non è il momento di perseguire. Mi impegno nelle cose, ma non troppo, e se mi impegno tanto s...

yoga

Ho appena finito di fare yoga. Faccio un corso serio da un paio di mesi, ma il mio approccio allo yoga è iniziato quest'estate. Ho iniziato seguendo dei libri sull'argomento, poi con costanza riuscivo quasi tutte le mattine, e addirittura, mentre ero in vacanza, andavo a farlo anche all'aperto, in luoghi come spiagge, parchi e pinete. Ho deciso di fare un corso perché volevo capire e apprezzare di più questa disciplina; inoltre, con lo stress della laurea e l'inizio della routine quotidiana di studio e lavoro, diventava sempre più difficile svegliarsi prima solo per fare yoga. Il corso è bellissimo, molto rilassante. In questi mesi ho sperimentato un sacco di sensazioni nuove, a partire dal rilassamento e finendo con il riuscire a svuotare completamente la mente. Il Nada yoga prevede anche l'uso di strumenti musicali, il canto dei mantra e pratiche 'particolari', come ad esempio la purificazione degli occhi -metaforicamente della 'vista', in ogni se...

sconforto

Non sono ufficialmente, più in grado di connettere. Il mio cervello si rifiuta di continuare a lavorare. Sono stanca, raffreddata e ho fame. Sto preparando la presentazione per la laurea, e ciò mi sta creando non poche difficoltà. Ho una marea di cose da fare, e questa storia della laurea sta leggermente iniziando ad opprimermi. Penso di accusare ancora di più la stanchezza per via del raffreddore, che spero passi presto, o almeno che non sia presente il giorno della mia laurea. Ho bisogno di riposo, ma non trovo il tempo di concedermelo. E forse è meglio così. per di più domani vado a Pisa. Sono matta, me ne rendo conto. E se dessi buca? Mio dio che tirapacchi che sto diventando... Nel frattempo mi assale la voglia disperata di riempirmi di cibo spazzatura come se non ci fosse un domani. Il pensiero che tornata a casa dovrò finire la maledetta presentazione della tesi, mi fa stare malissimo. Ho la nausea dei gel, dei polimeri e di qualsiasi cosa che in generale riguardi la chi...

Cioccolato e Cocco

oggi è una meravigliosa mattinata di sole. Ma c'è tanta luce, quanto freddo. L'approccio al freddo delle persone, è stato buffo da osservare; molti non erano preparati, e illusi che il sole portasse anche caldo, erano contorti in delle felpine leggere, e senza nemmeno una sciarpa. Iniziano quelle bellissime giornate invernali, in cui il cielo limpidissimo è direttamente proporzionale al freddo che fa, in cui il sole, più che una palla di fuoco, inizia a sembrare una palla ghiacciata. Una buonissima brioche cioccolato e cocco mi ha allietato la giornata; mi ha fatto capire che c'è del buono in ogni situazione. Per esempio oggi mi sono svegliata in ritardo, ero stanca e svogliata...eppure la brioche mi ha ricordato che la dolcezza sta ovunque, e non devo mai negarmela. Queste sono settimane faticose; sto ultimando le correzioni alla versione definitiva della tesi; tra esattamente nove giorni mi laureo. E non posso credere di essere arrivata fin qui. Ho raggiunto i miei obi...

è così tanto

E' così tanto tempo che non scrivo da PC, che non ricordavo più la sensazione di mettermi nel mio angolo la sera, illuminata solo da una piccola lampada, e inebriata da una tazza di tè allo zenzero. Decisamente scrivere fa per me. Ne sono sempre più convinta. Mi sento più ispirata col ticchettio della tastiera piuttosto che con il freddo tocco di uno schermo di vetro. Mi piace il rumore dei tasti, mi piace la luce soffusa, mi piace stare appallottolata su una sedia girevole. Un'altra cosa che mi piace è scrivere come se mi stessi rivolgendo a qualcuno in particolare. Oltre a tutti coloro che ancora mi seguono, questa mia sfida 'un post al giorno per sette giorni', è dedicata a una persona in particolare. La professoressa con cui faccio il tirocinio di laurea è fissata con la crescita personale, parla di 'to do list', motivazione, priorità e cose così. Mi piace. E' simpatica, giovane, e una delle poche donne al dipartimento di chimica che si prendono cura...

Routine

Dicono che la routine sia letale. Per me riesce ad essere contemporaneamente rassicurante. Per esempio mi dà l'idea di potermi dedicare in maniera più proficua ai miei obiettivi. Certo, la novità c'è sempre, ne ho bisogno per sopravvivere, per sentirmi viva in mezzo al mare di desolazione che ho intorno. Oggi sono ricominciate le lezioni all'università. Ho addirittura fatto amicizia con una ragazza... cioè non so se ci ho proprio fatto amicizia, però mi ha salutata... e mi ha sorriso... e si è seduta vicino a me. Voglio entrare gradualmente dentro ai miei nuovi obiettivi a breve termine, ma poi, una volta introdotti bene voglio lavorarci così tanto da divorarli, per godere un po di più della realizzazione degli obiettivi a lungo termine. Non so se ha esattamente molto senso ciò che ho pianificato per la mia vita, non so se toccherò il successo in ogni punto che mi sono prefissata, ma questo non importa... il bello degli obiettivi è che puoi dedicartici di più quando non h...

Non resisto

Un altro esame fallito. Un mal di schiena del dio... che palle. Ho bisogno di ricominciare la mia routine.

Poco

Mi sento poco aiutata a trovare la motivazione. Sia da me stessa sia dalle persone che ho intorno. Vorrei tanto che l'ambiente in cui vivo mi stimoli invece che cercare di tapparmi le ali. Vorrei meno indifferenza. Vorrei più attenzioni. Vorrei non fare sogni inquietanti di notte. Vorrei tanto che tutto forse più semplice. Dovrei fare qualcosa in più. Odio i periodi morti, i periodi di vacanza. Vorrei raggiungere tutti i miei obiettivi e non sentirmi così schiacciata e così inadeguata. Sono stanca e stufa. E non riesco a smettere di lamentarmi. Mi sento fortemente inadatta. Fortemente incastrata e rallentata, mi sento come se stessi nuotando dentro al miele. E che fatica nuotare dentro qualcosa che oppone così tanta resistenza. Come posso richiedere attenzioni senza sembrare invadente ed egocentrica? Come posso smettere di lamentarmi e andare dritta al punto senza inutili interruzioni? Come quando andavo a scuola, conto i giorni che mi separano dalla mia rassicurante routine. Sono...

Buongiorno

Mi trovo in uni.. raccolgo l'entusiasmo e le forze per iniziare a studiare e per organizzare in generale tutti i miei obiettivi. Oggi mi sento energica e allegra. La giornata è iniziata con una colazione a base di molta nutella, e credo che questo abbia contribuito tantissimo. In aula studio c'è poca gente, si sente già l'odore delle vacanze. Si sente la tensione degli esami, ma anche la bellezza degli ultimi momenti di relax prima che inizino. Si sente il fresco dell'aria condizionata, che indica che fuori è afoso, meglio non uscire a fumare. E noi chimici e fisici e scienziati dei materiali, rinchiusi qui dentro, con le finestre che schermano il sole...non sia mai che il sole inizi a baciare la nostra pelle prima di essere liberi dalle catene degli esami! E così come vampiri dalle profonde occhiaie, ci aggiriamo per i corridoi, 'per la biblioteca, per le scale...con un moto dondolante, privo di passione vera. Pochi coraggiosi si avventurano in terrazza...probabi...

Ecco come mi sento

Ecco come mi sento. Come in uno spazio minuscolo, rinchiusa, schiacciata. Con le spalle al muro e il torace compresso in poco più di dieci centimetri. E mi sento confortata, ma quando poi sento il fastidio...quello delle ossa contro la pelle e degli spigoli contro le mie spalle, allora provo a uscire. E quello spazio racchiuso, visto così vuoto mi sembra ridicolo. Ma la mia anima sa meglio di me stessa che ci ritornerò. Perché il trauma della libertà è forte, mi fa perdere l'orientamento. E allora ci rientro in quei dieci centimetri; magari di traverso, in modo da esserne leggermente fuori, almeno con una spalla, credendo di poter avere una via d'uscita in questo modo, ma avendo chiaro come il sole che resterò sempre più legata a quel dentro piuttosto che al fuori. E sono disorientata, ma in quello spazio c'è una finestra; ma la pioggia e le nuvole, rendono tutto grigio, e non mi rimane che un neon bianco da guardare. Sembra assurdo...però fa male, cazzo! E anch...

all'hospice

Oggi, come tutte le domeniche mattina sono andata a fare il mio volontariato con i malati terminali. Sabbatella, l'ex gicatore della samp, mezzo argentino, ha dormito quasi tutta la mattina, e questa cosa mi preoccupa tantissimo. La Natalina è morta. Domenica scorsa avevamo fatto un mega giro sulla bat-sedia a rotelle schivando l'infermire pelato e la donna delle pulizie -che ci inseguiva- e oggi quasi non mi riconosceva; era col figlio. Tempo di salutarla, farle capire che anche stamattina c'ero, e dopo un pò è spirata, andata via...morta. E' arrivata una signora nuova. Le piace molto leggere, e le ho proposto tre titoli di libri da leggere insieme: "Romeo e Giulietta", "Profumo di lavanda", e "sarà un domani migliore". Ha scelto il terzo. Mi sono commossa. E' stata la giornata più faticosa da quando sono volontaria all'hospice. A Genova nevica e domani devo andare a Milano...mi viene già l'ansia a pensarci -.-' ...