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Sto male.

 Torno a Genova e torna la mia voglia di morire. Sono quattro giorni che ho l'emicrania. Mi sto rifugiando in una serie di libri. Del resto ho un'intera libreria con tutti i miei amati libri, qui a Genova. Morirò a Padova, senza poter consultare tutti i miei libri, senza poterli sfogliare e annusare. Soffro lontana dai miei libri e dai miei taccuini. Soffro. Soffro lontana e soffro vicina. La mia sofferenza non ha inizio e non ha fine. Leggo i diari di Sylvia Plath, trovo ispirazione, mi ritrovo nelle sue parole e nel suo tormento, ma mi sento una spia. Sysvia Plath avrà voluto che i suoi diari un giorno fossero pubblicati? Ed io un giorno vorrò che l'immenso fiume di parole che scrivo da che ho imparato a tenere in mano una penna, venga divorato dal pubblico dominio? Non lo so. Sono tormentata. E rammaricata. Mi rammarica aver distrutto i miei scritti infantili di sofferenza. Me ne vergognavo. E ne avevo paura. Li ho distrutti per salvaguardarmi, ma avrei dovuto salvaguard...

ho fallito.

ho fallito. torno a Genova. La persona con cui vivevo ha spaccato un vetro mentre discutevamo. Per una cazzata. adesso impacchetto di nuovo la mia vita, e con la coda tra le gambe torno a Genova. Mi ha sbattuta fuori di casa tante volte. ora me ne vado davvero. non avrei mai dovuto essere infedele quando ero a Lisbona. mai.

Sono tornata, abbastanza vittoriosa

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Le due settimane di semi libertà sn finite.I miei genitori sono tornati. E' stata una settimana dura. Carl__ Che tira con l'arco al Forte Puin sulle alture di Genova Credevo di riuscire a riposarmi, ma gli unici obiettivi vhe ho raggiunto sono stati quelli di tirare con l'arco, riscoprire un pò la mia genova, riavvicinarmi seriamente e con la testa allo spirito che avevo a Lisbona. Certo, ci è voluta un'altra folle litigata con il mio prode e la sua conseguente influenza per farmi rendere conto di aver superato il limite. Di nuovo. Ma questa volta, forse, si è accorto anche lui di aver oltrepassato un limite: quello dell'accanimento nei miei confronti. Che, lo so, non è in cattiva fede, perchè lui vuole per me il meglio, e sa che posso fare di pù, sempre di più...ma non ce la faccio. Ma in queste due settimane, ho anche capito che il "non ce la faccio" non esiste. Ho scavalcato il cancello altissimo del forte Puin, e ho camminato tantissimo in mezza ...