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Visualizzazione dei post con l'etichetta flusso di pensieri

Scrivere per essere letta

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 Mi manca. Mi manca questo spazio, e mi manca tantissimo scrivere per essere letta davvero. E così con gesto impulsivo ho aperto Blogspot, e ho deciso di scrivere -eh, si lo so. l'ultimo post è di agosto dell'anno scorso, e sancisce (sanciva) il funerale di questo blog. Qui dentro ci sono io, letteralmente. È uno spazio da cui non riesco a separarmi. È lo spazio in cui ho riversato la poetica della me stessa giovane, quella che ancora non era sfiorita. Quella poetica in cui le parole fluivano incontrollate, e riuscivano a descrivere con potentissime immagini tutto ciò che mi frullava dentro. Ora esiste l'intelligenza artificiale. Ora per lavoro scrivo tantissimo. Dopo essere uscita dall'ingranaggio, ho unito i puntini della mia vita grazie alla scrittura. E l'intelligenza artificiale, in questo senso, è un po' come l'elefante nella stanza, l'ospite scomodo, ma nello stesso tempo l'indispensabile assistente. Ed è un po' un peccato, perché scrivere...

Sconfiggere l'alienazione

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 La sensazione a cui non riuscivo a dare un nome, ha trovato il suo spazio e la sua espressione nella parola "Alienazione" - ma lasciatemi spiegare un po' meglio... Ho difeso la mia tesi di dottorato il 28 settembre 2022 -finalmente, dopo lunga e penosa agonia durata ben 4 e passa anni della mia vita. Grande stress e grande nervosismo, un paio di crolli mentali. La difesa è durata 2h30, sono stata torturata da ogni singolo membro della commissione, but I'm still alive , anche se alla fine della difesa e alla proclamazione ho pianto. Piangere è self-care, mi ha detto qualcuno recentemente. Piangere e avere crolli mentali non so quanto sia self-care più che self-distruction. Fatto sta che in seguito a grande stanchezza, grande esaurimento mentale, e grande confusione in ultima analisi, ho notato che qualcosa non andava (ah si?) - sospetto un burnout mai curato a sufficienza, mai recuperato del tutto, e ancora un po' bruciante, soprattutto a causa dei grandi cambia...

Dottorato di ricerca per sport

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 Mi sono resa conto che sono molto più brava nei miei compiti secondari in azienda, rispetto alle competenze tecnico-scientifiche che ho. In pratica, sono molto più competente (e mi piace di più) fare il lavoro per cui non ho studiato. E così, lavandomi le mani poco fa, mi sono resa conto che forse un dottorato di ricerca io me solo sono presa unicamente per sport. Uno sport un po' estremo, forse. Cosa significa, quindi, questo titolo? Che ho devoluto anni di sacrificio e cervello a qualcosa che non mi soddisfa appieno. Ma questo è il dark side. Credo, soprattutto, che questi 10 anni passati in università mi abbiano regalato l'opportunità di elevarmi culturalmente, di imparare un metodo, di imparare incondizionatamente, mi hanno insegnato l'amore per la scienza, per il perchè e mi hanno insegnato la fiducia nei dati, nell'analisi, nell'evidenza scientifica. Rettifico; non mi è stato regalato nulla. Ciascuna di queste cose in elenco, me le sono conquistate. Con anni ...

Sic Transit Gloria Mundi: le tasche piene di traslochi

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[ intro: ho iniziato a scrivere questa bozza il 6/07/2022 alle 9:36 - Un mese dopo ho deciso di riprenderla e ampliarla, perché la mia vita corre veloce, e anche solo nel giro di un mese ho avuto così tanti cambiamenti, che non riesco nemmeno io a tenere il passo - e quindi, questo post sarà lunghissimo, e a flusso di coscienza come al solito, perché proprio così so dare (scrivere) il mio meglio. ] Ciclicamente mi ritrovo a dover riorganizzare la vita. A mettere insieme i pezzi, e a capire dove sono al mondo, dove voglio andare, e perché, ma soprattutto come. Come se fossi in una costante situazione di precarietà che mi costringe a ripensare multiple volte la posizione in cui sono, anche questa volta mi interrogo su come fare meglio, su come cercare quella stabilità che è solo un modo di morire a metà. E così mi lascio andare a flussi di coscienza vari, e in effetti è proprio in mezzo alla confusione che sono più proficua, e scrivo. Come sempre ho mille pensieri e mille progetti sparsi...

Non mi basta più

 Associata al mio infortunio, ho la storia della bruciante delusione nei riguardi di un'amicizia che durava da circa 15 anni. Ultimamente, ma in realtà da quasi due mesi, penso a come mi sento al riguardo. Non è né rabbia, né rancore ciò che sento. Solo una bruciante delusione nei confronti di questa persona, che si è rivelata opportunista ai più alti livelli che io abbia mai subito. Va bene così, non mi interessa né vendicarmi, né gettargli merda addosso, né tantomeno raccontare per filo e per segno di come io durante la sua tossicodipendenza gli sia stata vicina con tutta me stessa e le mie possibilità, gli ho dato fiducia, infinite volte, e puntualmente è stata tradita. Ma mentre prima il tradimento della fiducia era attribuito alla sua tossicodipendenza e alle infinite ricadute, adesso non c'è più nemmeno quella possibilità. E quindi niente, rimango così, con un pugno di delusione e disillusione in mano, avendo capito che questa persona è davvero così. E mi avevano avvertit...

Yoga, casa, scrittura e altre storie

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 Oggi è lo Yoga Day, nonché il Solstizio d'estate. In questo preciso istante in cui sto scrivendo, entriamo ufficialmente nella stagione estiva. Per me è una ricorrenza molto importante, per vari motivi, uno dei quali è che nei momenti di difficoltà, penso al fatto che "arriverà una stagione migliore", e infine, la stagione migliore arriva sempre, il sole risorge ogni giorno, e ogni ciclo ci insegna qualcosa. Nel post precedente  vi parlavo di come questi 9 mesi a Padova mi hanno trasformata, e di tutto ciò che è successo. Tra le altre cose, ho pubblicato due corsi online di Yoga su Udemy (che sono gratis per 5 giorni, per celebrare questa ricorrenza, Yoga per la creatività --> iscriviti gratis qui  e 4-Weeks Yoga Challenge --> iscriviti gratis qui ). Lo Yoga mi ha intensamente accompagnata in questi anni (pratico dal 2014) e nel 2020 ho deciso di "chiudere il cerchio" (chiudere un bel niente perchè ne ho aperto uno ancora più grande, in realtà) prendendo ...

279 giorni, 39 settimane, 9 mesi

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Quasi come un parto no? Sono quasi esattamente nove mesi che sono a Padova. E in poco meno di tre mesi, avevo già capito di volerci rimanere. E così sono qui. In nove mesi mi sono partorita una vita nuova, di sui sento il bisogno di fare un bilancio. E ho iniziato a scriverlo da qui, dal mio nuovo ufficio, sulla mia nuova scrivania, in compagnia dei miei nuovi colleghi. Alla mia prima settimana, del mio nuovo lavoro. Suona bene, no? Continuo a scriverlo alle 5:28 del mattino di domenica, mentre guardo l'alba e mentre mr. Risotto dorme ancora di là, nella casa in cui ho fatto il terzo trasloco in 7 mesi, anche questo suona bene, no? -Piccolo spoiler, ce ne sarà un quarto, e poi magari basta, visto che traslocare non è un hobby, anche se nella mia vita lo sembra. Qua a Padova mi è successo di tutto da Settembre 2021 ad adesso. Sia di bello, sia di meno bello. Ho imparato a dare valore e priorità alle cose giuste, e ho capito tanto di me, più di quanto credevo sarei potuta crescere, i...

Il dilemma del risotto

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Andrò dritta al punto, mi piace il risotto. Ma non è il mio piatto preferito. Con l'impossibilità di decidere in cui mi ritrovo immersa, non ve lo so dire quale sia il mio piatto preferito. Questo nuovo post non parlerà né di ricette di risotti, né di come io abbia imparato a fare il risotto osservando altre persone fare il risotto per anni, né parlerò del fatto che ho preparato il mio primo risotto da sola a gennaio 2022, e da allora è diventata una specie di dipendenza. Tra l'altro, ho un problema con i formaggi che sanno troppo di formaggio, quindi, quando ero più giovane, non apprezzavo la mantecatura del risotto, e mia madre tirava fuori un piatto per me prima di mantecare; che stolta che sono stata in gioventù. Poi per fortuna sono cresciuta, e ho imparato ad apprezzare le cose belle della vita. In ogni caso, sembrerà strano ma il dilemma del risotto è una teoria filosofica. Forse spiegherò anche da cosa deriva il nome, o forse no, vediamo come procede il flusso di pensi...

Mercurio Retrogrado, capelli da dea e altre catene

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 Gennaio nero è finito, e insieme a lui se n'è andato anche Mercurio Retrogrado, che poi chi se ne frega di Mercurio Retrogrado, ma che bello avere un guilty pleasure a cui appellarsi quando tutto finisce nel catrame. Febbraio è iniziato tardi, e ovviamente, come sempre sono stata travolta da un'onda di eventi, che mi hanno fatta svegliare. Mi hanno svegliata tardi e intorpidita, ma mi hanno svegliata. Ho visto alti angoli e altre prospettive, e non l'ho fatto di proposito, è successo e basta. Sono un po' stufa della sensazione che la vita mi succeda e basta. Ma è anche confortante sapere di potersi abbandonare agli eventi, ogni tanto, e solo quel tanto che basta per lasciare andare i tormenti. Mi da la stessa sensazione dei treni che passano in stazione, quando rimango inerme sulla banchina ad aspettare di prendere il mio, ma intanto ne passa un altro, veloce, imperterrito, che so che non si fermerà; quello va, ed io sono lì a sentire lo spostamento d'aria, la leg...

Dove sono le mie radici, rimane la mia chioma.

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Un anno e cinque giorni dopo l'ultima volta che ho pubblicato su questo blog, mi rifaccio viva, forse solo per non lasciare vuoto l'archivio del 2021. Sono, ovviamente, avvenuti tanti cambiamenti nella mia vita, e rileggendo i post del passato, mi stupisco di come tante questioni si siano piano piano risolte, semplicemente attendendo. Ho avuto il coraggio di seguire l'istinto, per una volta, e ho seguito un bisogno, molto forte, di tornare alla mia Terra, alle mie radici, in Italia. Ed è qui che mi trovo, di nuovo in Italia. Parlavo da prima della pandemia del bisogno di cambiare aria, parlavo già dell'indecisione su quando trasferirmi a Padova, poi il lockdown mi ha impedito qualsiasi scelta, mi ha tenuta in ostaggio a Lisbona, e quando ho proprio toccato il fondo, l'ho grattato, l'ho respirato, lì, mi sono resa conto appieno del bisogno che avevo di tornare alle mie radici. Non solo per motivi pratici, ma per la mia stabilità psicologica. C'era un tempo in...

Il 2020 fa schifo?

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Ultimamente, complice il fatto che siamo tornati a una vita pseudo-normale, penso spesso alla quarantena, a come me la sono vissuta, e a quanto questo anno sia per me così surreale, da prima che scoppiasse una pandemia mondiale. Non troppo tempo prima della quarantena, infatti, avevo scritto un post intitolato " Come vivere mille giorni in soli tre mesi ", in cui raccontavo di quanto già mi sentissi sopraffatta dagli eventi, ed era solo il 6 Marzo. Prima della pandemia, mi chiedevo quale fosse il messaggio sotteso dell'Universo nei riguardi della mia esistenza. Ero giunta alla conclusione che fosse il rimanere più centrata sul mio dottorato. Ho poi cambiato idea durante la quarantena, in cui al dottorato sì, mi ci sono dedicata, ma nemmeno troppo. Ho puntato tanto sulla mia crescita personale, sulla formazione, sulla costruzione di buone abitudini e sulla creazione di contenuti. Sono stata molto riflessiva, ho avuto momenti di up e momenti di down molto forti, ma tutto s...

Quarantaduesimo giorno: Rotta.

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Sto cercando l'intensità che non trovo mai, ancora una volta nel luogo e nel tempo sbagliato. Ripeto -perchè sì, perchè anche Nietzsche parlava di eterno ritorno del medesimo, mentre Freud di coalizione a ripetere- e ripeto lo stesso errore di riversare la mia frustrazione di questo nero aprile privo dei contenuti che io vorrei, pensando costantemente che non dovrei essere qui, non dovrei vivere questa vita in questo momento. È tutto sbagliato e non riesco a farci i conti. È tutto sbagliato non voglio questo. Io volevo stare col culo in Veneto in questa settimana, e trasferirmi pacificamente nella bellissima residenza per ricercatori che mi era stata assegnata e avrei dovuto parlare di quanto sia figo il Veneto, Padova, le mie to do list, la cappella degli Scrovegni, una vacanza con i miei, lo spriz a 2 euro, gli amici di Erasmus ritrovati, il cibo italiano, la sorpresa che avrei fatto per il compleanno di mia madre, quanto è nebbiosa la pianura padana, quanto è figo cambiare aria...

La mia Lisbona

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Ti scrivo dalla mia Lisbona, città quasi perfetta con molto da imparare, in costante cambiamento. Iniziamo dall'allegria che profuma i caffè all'aperto nel tardo pomeriggio, quando il sole si sta per congedare. Sai di cosa odora la nostalgia? Immagina un mazzo di rose rosse, il regalo ricevuto da una persona speciale, che ha un significato profondo e particolare. Prendi la rosa con prudenza, chiudi gli occhi ed estrai l'essenza profumata. La nostalgia profuma di rose fresche. Gli odori di Lisbona vivono tra le case. La verità sa di mela verde. Si addenta la mela e la verità cambia, assumendo nuove forme. Ma sai dove puoi trovare l'odore della poesia? Che tu ci creda o no, l'odore della poesia si trova nei vestiti lavati che asciugano al sole. Mi piacerebbe tornare qui con te. potremo passeggiare per viuzze ombrose che danno voce a chi non ce l'ha, e se i pazzi si sciolgono nel canto noi ci uniremo a loro di buon cuore. Nel caso in cui il bar all'aperto, ...

Giorni difficili

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-Lunedì 30 Marzo 2020 - è sera, piove. Ascolto il silenzio e il ticchettio sommesso delle mie dita che battono sulla tastiera. Oggi ho lavorato moltissimo, domani ho la riunione via WhatsApp con il mio prof. Devo ammettere che questa situazione sta iniziando a pesarmi. Sono un paio di notti che dormo maluccio, e il cambio dell'ora durante il weekend non contribuisce a farmi stare meglio. Mi ostino a spargere le mie good vibes ovunque, mi ostino a spingere le persone intorno a me ad essere grate e positive. Ma io, sono davvero grata e positiva? Mi manca il mio ufficio al Técnico. Mi manca il mio laboratorio. Mi manca andare lì tutti i giorni, fare una pausa sigaretta sul tetto, essere sotto stress perchè come al solito sono arrivata un tantino più in ritardo di quanto avrei dovuto. Sono combattuta. Mi piace questa routine nuova che mi sto costruendo, ma mi chiedo dove sia il limite tra l'auto convinzione che questa situazione mi potrebbe fare bene, e il reale stato delle...

Grata

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Ho fatto un video di YouTube in cui parlo della gratitudine, e di quanto sia una risorsa importante in questo periodo, così come lo è sempre nei periodi down. Ho ricevuto svariate reazioni, e la cosa mi ha fatto ulteriormente riflettere. C'è chi non aveva mai minimamente pensato a quanto fosse prezioso il sentimento della gratitudine, c'è chi mi ha mandata affanculo, c'è chi mi ha scritto per ringraziarmi, e chi mi ha detto che devo continuare a scrivere, che è il modo migliore con cui posso aiutare gli altri in questo periodo. C'è chi mi ha mandato la propria lista di cose per cui è grato, c'è chi mi ha promesso che ci penserà. Io ho deciso che mi prendo questo momento, in questo mio spazio, per pensare e riflettere sui miei motivi per essere grata. E ne ho tanti, e di solito la pratica della gratitudine è qualcosa di molto presente nella mia quotidianità, ma a volte è prezioso fare un riepilogo della situazione, abbandonarsi al flusso di pensieri. E tanto per c...

Il virus a forma di corona: isolamento, crisi e tutto quanto

Oggi ripensavo alle piccole crisi che ciascuno di noi sicuramente ha avuto nel corso della propria esistenza. Se ripenso al 2018, per esempio, mi rendo conto di quanto io stessi infinitamente peggio di come sto adesso, nonostante la situazione non troppo gradevole che stiamo vivendo. Il mio 2018 è stato un anno devastante, che mi sono sempre ostinata a definire 'fiacco', nonostante sia stato pienissimo. La mia vita è cambiata completamente in quell'anno, ed io mi sono riscoperta più fragile di quanto credessi. Se una cosa del genere, una situazione come questa, fosse successa nel 2018, non so se sarei sopravvissuta. Lo dico seriamente. Benché dall'inizio di quest'anno me siano successe di tutti i colori, (e continuano a succederne -nonostante la quarantena!) sto reagendo alla pandemia mondiale molto meglio di quanto credessi. Si chiama 'resilienza' questa caratteristica del saper reagire bene alle avversità, e riuscirne rinforzati (o quantomeno non tropp...