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Visualizzazione dei post con l'etichetta #unpostalgiorno

Chiarezza mentale

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Sto cercando la chiarezza mentale da diversi giorni. Da venerdì pomeriggio per la precisione. Non ho mai creduto che dopo 'averci dormito su' tutto sarebbe stato molto più chiaro, tuttavia nella mia vita ha già funzionato, quindi non è un'opzione che potevo escludere a priori. Ho cercato la chiarezza mentale arrivando fino a metà della quarta stagione della serie TV ' Silicon Valley '. Ho cercato la chiarezza mentale dormendo troppo o dormendo troppo poco. Ho cercato la chiarezza mentale scrivendo su questo blog e leggendo i vostri meravigliosi commenti. Ho cercato la chiarezza mentale chiacchierando con una cara amica, e insieme a lei l'ho cercata sul fondo di una zuppa tipica del Vietnam. Ho cercato la chiarezza mentale guardando per l'ennesima volta 'Mulan', e ascoltando in loop quella che è una delle canzoni più motivanti della storia della Disney. Ho cercato la chiarezza mentale in lunghe chiacchierate mattutine con i miei saggi coinquilin...

Apnea e primavera

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Dovrei iniziare una serie intitolata 'bozze fantastiche e dove trovarle', perchè questo tentativo di post, che risale al 29 novembre 2018, è molto bello, ma non ho mai premuto il tasto 'pubblica'. Perchè? Non lo so nemmeno, io fatto sta che questo post di fine anno si collega perfettamente con le riflessioni del post di ieri, sulla consapevolezza, le distrazioni digitali ecc. Devo dire che le mie energie, come al solito, affrontano alti e bassi, ma sono riuscita a raggiungere tutti gli obiettivi che avevo in mente per questo trimestre, e in realtà mi sento soddisfatta. Avete presente quella sensazione di vuoto, di incompletezza, che vi assale quando tutto è quasi perfetto? Ecco, forse dovrei lasciarmi andare e basta. Chissene di quel quasi , la perfezione non esiste, e faccio tante cose tutti i giorni che me lo ricordano. Vi lascio a una delle mie tante riflessioni di fine anno, che forse tra tutte è la più concreta e significativa. "Nonostante tutte le ...

Il mio secondo compleanno

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Non è da tutti avere un secondo compleanno, eppure io ce l'ho. Ne parlo in questo post del 2012  https://letaschepienedisogni.blogspot.pt/2012/05/il-giorno-in-cui-sono-nata-una-seconda.html "ieri sera ho sentito qualcuno che diceva che per essere felici bisogna esserlo e basta. Allora per vivere, forse, bisogna vivere e basta" Una semplice e piccola illuminazione, che mi è arrivata solo dopo aver affrontato la meravigliosa esperienza del teatro. Sono ormai 3-4 anni che ho smesso completamente, ma sono stati anni molto intensi, e ho vissuto un'esperienza che mi porterò dentro per sempre. Pensando a questo mio 'secondo compleanno' sul palcoscenico, mi sono venute in mente una serie di riflessioni. La prima riguarda le esperienze in generale. Nel post linkato sopra, dico di voler fare teatro per tutta la vita, cosa che non è successa. Ho preso altre direzioni, sto facendo altre cose, ho fatto altre esperienze, e solo occasionalmente mi dedico al teatro (...

La lezione della morte

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La morte è una realtà onnipresente per noi, sia che vogliamo pensarci o meno. È sempre lì, nel sottofondo delle nostre giornate. Ne sentiamo parlare al telegiornale, ne sentiamo discutere tra i nostri conoscenti, ne sentiamo la presenza quando ci preoccupiamo della nostra stessa salute. La morte è tra i meandri dei nostri pensieri anche quando semplicemente prestiamo attenzione per attraversare la strada. Eppure ci spaventa prenderne consapevolezza. Ci spaventa parlarne. Ci spaventa farci i conti. Preferiamo di gran lunga dedicare il nostro tempo e le nostre energie mentali al gossip, a futili liti e ai social media. Non voglio certo suggerire che qualsiasi cosa pensiamo o facciamo debba essere profonda o solenne, ma contemplare la brevità della nostra vita può aiutarci ad avere una prospettiva diversa su come investiamo i nostri pensieri. Ho detto "come" e non "cosa". Più che l'oggetto della nostra attenzione, a contare infatti è la qualità d...

10 cose che ho realizzato andando in bici tutti i giorni

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Dopo poco più di una settimana da quando mi sono trasferita a Lisbona, ho comprato una bicicletta, ed ora è da circa quattro mesi che la uso per i miei spostamenti quotidiani. L'idea è sempre ronzata nella mia mente, e ho sempre pensato che nella vita avrei voluto vivere in luogo che mi permettesse di girare in bicicletta quotidianamente. Sono sempre stata una ciclista occasionale, che non ha mai avuto il coraggio di diventarlo abitualmente, ma adesso che ho fatto 'il grande passo', voglio condividere con voi qualcosa che ho realizzato in questo mio primo periodo. Joana II (perchè la prima me l'hanno rubata) 1- Se si aspetta la città a misura di ciclista, si finisce per non montare mai in sella. Lisbona è una città difficile dal punto di vista dell'urbanistica, forse paragonabile a Genova, però è dotata di piste ciclabili, tante soprattutto nell'area in cui vivo e lavoro. Il grande problema di Lisbona è il sali-scendi continuo, anch'essa è costruita s...

La violenza della stabilità (è un modo di morire a metà?)

Ho deciso di scrivere un post al giorno... vediamo quanto dura. In ogni caso ho deciso di scrivere adesso perchè tanto la giornata è già iniziata male, quindi non mi aspetto che continui brillantemente. Insomma, non è che è proprio cominciata male, e forse mi sto solo rendendo vittima del famoso ' effetto chissenefrega '. Insomma, mi sono svegliata tardi perchè ieri sera mi sono messa a guardare una nuova serie (fighissima, si chiama ' Killing Eve '), sono arrivata in bici in università maledicendo la lezione di yoga di ieri, che era molto focalizzata sul lavoro delle gambe, e mi ha lasciato indesiderati DOMS  (NB: il giorno prima ho fatto crossfit: 150 squat con la palla medica -oltre al resto, ci tengo a sottolinearlo). A Lisbona finalmente c'è il sole, ma moltissimo vento, che abbassa la temperatura, ma soprattutto che non mi permette di pedalare dritta, e mi fa continuamente oscillare. Odio profondo. Ho un meeting con il mio capo tra circa un'ora e mezza, ...

un flusso di pensieri (per non perdere l'abitudine)

No, tranquilli, non la perdo l'abitudine di scrivere flussi di pensiero, manco fossi Joyce. E' già tanto che usi correttamente la punteggiatura, in più aggiungiamoci anche il fatto che sto scrivendo dal mio nuovo PC del laboratorio-con tastiera portoghese- e che inoltre ho anche meno di un quarto d'ora per finire il post, perchè poi devo andare a yoga, ed ecco a voi la ricetta perfetta del post incasinato. La mia vita in questo periodo oscilla tra l'avere un meraviglioso senso di appagamento con annessa sensazione che la mia vita sta procedendo nella direzione giusta, e tra l'avere la disarmante e fastidiosa sensazione di non avere nulla sotto controllo. Mi creo routine che non rispetto, ma che quando rispetto mi fanno sentire fortissima, mi do obiettivi perfettamente raggiungibili -anche se un po' sfidanti, sennò che obiettivi sono??- ma che arbitrariamente decido che non è il momento di perseguire. Mi impegno nelle cose, ma non troppo, e se mi impegno tanto s...