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Visualizzazione dei post con l'etichetta domande esistenziali

Sic Transit Gloria Mundi: le tasche piene di traslochi

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[ intro: ho iniziato a scrivere questa bozza il 6/07/2022 alle 9:36 - Un mese dopo ho deciso di riprenderla e ampliarla, perché la mia vita corre veloce, e anche solo nel giro di un mese ho avuto così tanti cambiamenti, che non riesco nemmeno io a tenere il passo - e quindi, questo post sarà lunghissimo, e a flusso di coscienza come al solito, perché proprio così so dare (scrivere) il mio meglio. ] Ciclicamente mi ritrovo a dover riorganizzare la vita. A mettere insieme i pezzi, e a capire dove sono al mondo, dove voglio andare, e perché, ma soprattutto come. Come se fossi in una costante situazione di precarietà che mi costringe a ripensare multiple volte la posizione in cui sono, anche questa volta mi interrogo su come fare meglio, su come cercare quella stabilità che è solo un modo di morire a metà. E così mi lascio andare a flussi di coscienza vari, e in effetti è proprio in mezzo alla confusione che sono più proficua, e scrivo. Come sempre ho mille pensieri e mille progetti sparsi...

Come scegli dove e quando andartene?

 Ho appena ritrovato una specie di lettera che ho scritto a una cara amica nel 2019, rispondendo ad alcune domande che mi aveva posto riguardo allo spostarsi, riguardo alla mia esperienza, riguardo al trasloco, a come scegliere dove e quando andare via da dove si è. C'è talmente tanto di me stessa lì dentro, che non posso non condividere ciò che ho scritto. Eccola di seguito; correva la data 9/09/2019. "Ciao A., ho pensato fino ad ora a come rispondere alle tue domande. Premetto che ovviamente rimane tutto tra noi, come ogni volta che parliamo di argomenti delicati e molto personali. Sono rimasta un po' spiazzata dalla tua domanda. Per svariati motivi; primariamente perché sento la responsabilità di darti una risposta completa, e secondariamente perché mi ha fatto riflettere tutto il giorno sulle mie scelte di vita. Ho molte considerazioni sul tema, e spero di poterti esporre tutto con chiarezza. Inoltre, se hai altri dubbi, magari possiamo fare una videochiamata in questi...

Il dilemma del risotto

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Andrò dritta al punto, mi piace il risotto. Ma non è il mio piatto preferito. Con l'impossibilità di decidere in cui mi ritrovo immersa, non ve lo so dire quale sia il mio piatto preferito. Questo nuovo post non parlerà né di ricette di risotti, né di come io abbia imparato a fare il risotto osservando altre persone fare il risotto per anni, né parlerò del fatto che ho preparato il mio primo risotto da sola a gennaio 2022, e da allora è diventata una specie di dipendenza. Tra l'altro, ho un problema con i formaggi che sanno troppo di formaggio, quindi, quando ero più giovane, non apprezzavo la mantecatura del risotto, e mia madre tirava fuori un piatto per me prima di mantecare; che stolta che sono stata in gioventù. Poi per fortuna sono cresciuta, e ho imparato ad apprezzare le cose belle della vita. In ogni caso, sembrerà strano ma il dilemma del risotto è una teoria filosofica. Forse spiegherò anche da cosa deriva il nome, o forse no, vediamo come procede il flusso di pensi...

Dove sono le mie radici, rimane la mia chioma.

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Un anno e cinque giorni dopo l'ultima volta che ho pubblicato su questo blog, mi rifaccio viva, forse solo per non lasciare vuoto l'archivio del 2021. Sono, ovviamente, avvenuti tanti cambiamenti nella mia vita, e rileggendo i post del passato, mi stupisco di come tante questioni si siano piano piano risolte, semplicemente attendendo. Ho avuto il coraggio di seguire l'istinto, per una volta, e ho seguito un bisogno, molto forte, di tornare alla mia Terra, alle mie radici, in Italia. Ed è qui che mi trovo, di nuovo in Italia. Parlavo da prima della pandemia del bisogno di cambiare aria, parlavo già dell'indecisione su quando trasferirmi a Padova, poi il lockdown mi ha impedito qualsiasi scelta, mi ha tenuta in ostaggio a Lisbona, e quando ho proprio toccato il fondo, l'ho grattato, l'ho respirato, lì, mi sono resa conto appieno del bisogno che avevo di tornare alle mie radici. Non solo per motivi pratici, ma per la mia stabilità psicologica. C'era un tempo in...

Il 2020 fa schifo?

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Ultimamente, complice il fatto che siamo tornati a una vita pseudo-normale, penso spesso alla quarantena, a come me la sono vissuta, e a quanto questo anno sia per me così surreale, da prima che scoppiasse una pandemia mondiale. Non troppo tempo prima della quarantena, infatti, avevo scritto un post intitolato " Come vivere mille giorni in soli tre mesi ", in cui raccontavo di quanto già mi sentissi sopraffatta dagli eventi, ed era solo il 6 Marzo. Prima della pandemia, mi chiedevo quale fosse il messaggio sotteso dell'Universo nei riguardi della mia esistenza. Ero giunta alla conclusione che fosse il rimanere più centrata sul mio dottorato. Ho poi cambiato idea durante la quarantena, in cui al dottorato sì, mi ci sono dedicata, ma nemmeno troppo. Ho puntato tanto sulla mia crescita personale, sulla formazione, sulla costruzione di buone abitudini e sulla creazione di contenuti. Sono stata molto riflessiva, ho avuto momenti di up e momenti di down molto forti, ma tutto s...

Donne da laboratorio

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"E proprio mentre ho ritrovato il focus, una valanga di pensieri ha iniziato ad invadermi il cervello. E non posso fare a meno di condividerli. Sono anni che critico le "donne da laboratorio", soprattutto quelle nell'ambito della fisica. Perchè le critico? Perchè smettono di curarsi del proprio aspetto, chiuse nella loro grotta-laboratorio, hanno metri di ricrescita ai capelli, spesso e volentieri nemmeno troppo puliti, vestite sempre uguali, niente accessori, nemmeno un filo di trucco, e vestito elegante per loro significa indossare una sciatta camicetta bianca al posto della solita T-shirt sbiadita. Perchè? Un mio compagno di corso un giorno mi ha risposto dicendo che "hanno realizzato che esistono cose più importanti dell'aspetto fisico". E va bene, sono d'accordo, ma perchè scordarsi della propria femminilità solo perchè si indossa un camice macchiato di olio motore per 12 ore al giorno e si sta chiusi in laboratorio, interagendo al massimo ...

Come vivere mille giorni in soli tre mesi

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Oggi è una giornata infinita, sono in lab dal mattino presto, e ancora ho centomila cosa de finire. Beh non proprio centomila, ma due o tre ben noiose ci sono. Poi qualsiasi cosa in realtà risulta noiosa il venerdì pomeriggio. Comunque, vorrei tentare di fare un elenco esaustivo e ordinato di tutte le mille cose che mi sono successe da gennaio ad ora, ma non garantisco nulla, perchè davvero, mi sembra di aver vissuto sette mesi in soli tre mesi, o mille giorni in soli tre mesi, che forse rende meglio l'idea. Visto che non ho molto bene idea di dove cominciare il mio elenco, e visto che l'ordine cronologico mi annoia, inizio solo dalla cosa più recente, che forse è quella che mi affligge di più. Mi si è rotto l'unico strumento che mi serve in laboratorio prima del mio trasferimento a Padova. Dovevo, in questo periodo, solo preparare campioni con quell'affare, e invece no, l'altro ieri ha pensato bene di rompersi. Mi chiedo con questa cosa quale sia il messaggio ch...

Un uomo, il suo cavallo e un pidocchio sulla Cordigliera delle Ande

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"Quanto sto per raccontarvi è successo un po' di tempo fa, l'anno in cui venne un inverno davvero da cani, lo ricorderete. Io ero povero e magro, così magro che non potevo usare il poncho, perchè appena infilavo la testa nel foro, il poncho mi scivolava giù fino ai piedi. Una mattina mi dissi: 'Isidoro, non si può continuare così, devi partire per il Cile'. Il mio cavallo era magro quanto me, per cui prima di montare gli chiesi: 'ehy matungo, pensi che ce la farai a portarmi?'. Lui mi rispose: 'Si, ma senza la sella. Accomodati qui, tra le costole'. Seguii il consiglio del cavallo e assieme ci dirigemmo verso la cordigliera. Mi stavo avvicinando al confine cileno quando, da qualche punto vicino, sentii una vocina debole, ma davvero debolissima, che diceva: 'Non ce la faccio più, io mi fermo qui'. Spaventato guardai in tutte le direzioni cercando il padrone della voce, ma non vidi nessuno. Allora mi rivolsi alla solitudine: 'Non ti vedo. ...

A volte si evitano le conversazioni difficili

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Una mia amica mi riportava a casa la sera. Era stata una giornata particolare, era giovedì scorso. Ho ricevuto delle risposte che aspettavano, che in teoria avrebbero dovuto tranquillizzarmi, ma dall'altro lato ho ricevuto delle critiche che mi hanno umiliata e preoccupata ancora di più. Segue una difficile decisione che devo prendere, ma non riesco a discernere tra cosa sia giusto e che cosa non lo sia. Non è la decisione della vita, ma è comunque qualcosa di importante, ovvero quando partire per Padova (in cui dovrei stare circa 3 mesi). Secondo il mio prof è troppo presto se parto per Pasqua, secondo me sarebbe stata la soluzione migliore. Tuttavia ora ho dei dubbi, e non riesco a capire cosa sia meglio per me, per il mio dottorato, per la mia vita. Tutto questo dubbio, secondo me, deriva da due fattori determinanti: il primo è l'energia che si sente quando si è vicini a una decisione, ed io non sto sentendo una buona energia ruotare attorno a tutto questo; il secondo è ch...

Il successo è un tormento

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Non so nemmeno di che cosa voglio scrivere oggi. So che è da un bel po' che voglio scrivere, tipo almeno due settimane, ma non l'ho mai fatto. O meglio, come al solito il mio taccuino è pieno di riflessioni, pieno di disegni, ci continuo a vomitare dentro ogni cosa, ma non riesco più a fare lo stesso con il blog. Quest'anno sto scrivendo pochissimo qui, benchè io mi senta molto più introspettiva, molto più consapevole. Eppure forse quello che lascio quassù come traccia, è molto più significativo di un flusso di pensieri qualunque, che dice tante cose ma poi in sostanza non ha nulla di vero da raccontare. Vi ricordate le due summerschool del post precedente ? Le ho fatte, le ho affrontate con coraggio. Ora è già finito tutto, ma io non sono ancora in ferie. Mi ostino a chiudermi in laboratorio fino all'ultimo giorno, mi faccio cullare da una piccola ossessione, mi do il tormento e mi sfinisco. Ma alla fine venerdì prossimo andrò in vacanza, per soli 7 giorni contati, e...

Oceani, porte e altri viaggi del subconscio

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Stanotte ho sognato che una delle sue summerschool a cui sono stata ammessa era in realtà una specie di 'scuola di sopravvivenza' in cui ciascun gruppo doveva affrontare prove al limite della resistenza fisica. Credo che il sogno fosse incentrato sull' European Innovation Accademy, perchè c'era un riferimento ad un hotel super lussuoso a Cascais, tuttavia in un alcuni momenti mi sono ritrovata a parlare in un francese abbastanza maccheronico, quindi non escludo che il mio sogno semplicemente parlasse di entrambe, ovvero la scuola a Montpellier dell' International Commission on Glass, e della European Innovation Accademy a Cascais. Scoprendo che questa scuola era una specie di inganno, nient'altro che una Battle Royal a cui non si poteva scappare, sono subito stata marchiata tra i ribelli. La capa tentava di corrompermi, dicendo che se avessi fatto la brava e fatto un po' di spia sugli altri ribelli come me, avrebbe scontato del tempo al mio gruppo sulla ...

Apnea e primavera

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Dovrei iniziare una serie intitolata 'bozze fantastiche e dove trovarle', perchè questo tentativo di post, che risale al 29 novembre 2018, è molto bello, ma non ho mai premuto il tasto 'pubblica'. Perchè? Non lo so nemmeno, io fatto sta che questo post di fine anno si collega perfettamente con le riflessioni del post di ieri, sulla consapevolezza, le distrazioni digitali ecc. Devo dire che le mie energie, come al solito, affrontano alti e bassi, ma sono riuscita a raggiungere tutti gli obiettivi che avevo in mente per questo trimestre, e in realtà mi sento soddisfatta. Avete presente quella sensazione di vuoto, di incompletezza, che vi assale quando tutto è quasi perfetto? Ecco, forse dovrei lasciarmi andare e basta. Chissene di quel quasi , la perfezione non esiste, e faccio tante cose tutti i giorni che me lo ricordano. Vi lascio a una delle mie tante riflessioni di fine anno, che forse tra tutte è la più concreta e significativa. "Nonostante tutte le ...

Consapevolezze e risvegli primaverili

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Svegliati, è primavera! Dopo innumerevoli tentativi di partorire un post interessante, finalmente riesco a pubblicarne uno -in realtà non è detta l'ultima parola finchè non cliccherò sul tasto 'pubblica'. Fatto sta che questo post inizia la sera del 4 marzo, mentre stavo scrivendo una revisione della letteratura, che ormai ho -finalmente- già finito e che presenterò in un seminario il 29 marzo, a chiusura del mese e degli obiettivi del primo trimestre. E quindi vi lascio le mie riflessioni di quella sera, e poi continuo a ruota libera, come al solito, sperando di non annoiarvi troppo col mio essere logorroica. "E' molto tempo che non scrivo da camera mia, la sera, in compagnia di una tazza di tè. E mi sono resa conto che è un piacere che mi è mancato tanto. In questo periodo ho scritto tantissimo, ma mai sul blog. E' sempre più facile abbandonarmi alla condivisione della mia vita, quando questa non sta andando nel verso giusto. Mi sembra sempre di non av...

Schopenhauer: tra volontà, nichilismo e pendoli [NUOVO VIDEO!]

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E' uscito un nuovo video! In questo uggioso lunedì di quasi primavera vi parlo di Schopenhauer, della volontà, e di tante altre cose. Finalmente riesce ad essere un video un po' più leggero, della durata di circa 20 minuti. Insomma, godetevelo. PS: giuro che torno anche a scrivere. Presto.

Sbagliare tutto

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Ho sbagliato un'altra volta. Credevo che dopo le tre settimane di ferie sarei potuta ripartire bene. E invece mi sbagliavo. Realizzarlo è stato improvviso e doloroso, come quando qualcuno ti colpisce al volto violentemente. Ho sbagliato tutto. E nonostante avessi un'idea di come rimettere insieme i pezzi, sono caduta rovinosamente, e non ho le energie per rialzarmi davvero. Mi vergogno persino ad ammetterlo a me stessa, ma è successo; ho passato un'altra giornata quasi completamente a letto, senza l'energia per alzarmi. E' successo ieri. Non sono andata in lab, e dal dire 'ci vado dopo pranzo', al rimanere a letto fino alle 5 del pomeriggio, è stato un attimo. Mi mancano le energie. Non si tratta di dolore fisico, e nemmeno di stanchezza mentale. E non posso neppure attribuire la causa al caldo. Non so cosa ci sia di sbagliato in me. Ma fa paura, sempre più paura. E' come se la colpa fosse di ciò che sto facendo; appena tornata alla normalità, le mi...