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Visualizzazione dei post con l'etichetta estate

Yoga, casa, scrittura e altre storie

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 Oggi è lo Yoga Day, nonché il Solstizio d'estate. In questo preciso istante in cui sto scrivendo, entriamo ufficialmente nella stagione estiva. Per me è una ricorrenza molto importante, per vari motivi, uno dei quali è che nei momenti di difficoltà, penso al fatto che "arriverà una stagione migliore", e infine, la stagione migliore arriva sempre, il sole risorge ogni giorno, e ogni ciclo ci insegna qualcosa. Nel post precedente  vi parlavo di come questi 9 mesi a Padova mi hanno trasformata, e di tutto ciò che è successo. Tra le altre cose, ho pubblicato due corsi online di Yoga su Udemy (che sono gratis per 5 giorni, per celebrare questa ricorrenza, Yoga per la creatività --> iscriviti gratis qui  e 4-Weeks Yoga Challenge --> iscriviti gratis qui ). Lo Yoga mi ha intensamente accompagnata in questi anni (pratico dal 2014) e nel 2020 ho deciso di "chiudere il cerchio" (chiudere un bel niente perchè ne ho aperto uno ancora più grande, in realtà) prendendo ...

Il 2020 fa schifo?

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Ultimamente, complice il fatto che siamo tornati a una vita pseudo-normale, penso spesso alla quarantena, a come me la sono vissuta, e a quanto questo anno sia per me così surreale, da prima che scoppiasse una pandemia mondiale. Non troppo tempo prima della quarantena, infatti, avevo scritto un post intitolato " Come vivere mille giorni in soli tre mesi ", in cui raccontavo di quanto già mi sentissi sopraffatta dagli eventi, ed era solo il 6 Marzo. Prima della pandemia, mi chiedevo quale fosse il messaggio sotteso dell'Universo nei riguardi della mia esistenza. Ero giunta alla conclusione che fosse il rimanere più centrata sul mio dottorato. Ho poi cambiato idea durante la quarantena, in cui al dottorato sì, mi ci sono dedicata, ma nemmeno troppo. Ho puntato tanto sulla mia crescita personale, sulla formazione, sulla costruzione di buone abitudini e sulla creazione di contenuti. Sono stata molto riflessiva, ho avuto momenti di up e momenti di down molto forti, ma tutto s...

Il successo è un tormento

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Non so nemmeno di che cosa voglio scrivere oggi. So che è da un bel po' che voglio scrivere, tipo almeno due settimane, ma non l'ho mai fatto. O meglio, come al solito il mio taccuino è pieno di riflessioni, pieno di disegni, ci continuo a vomitare dentro ogni cosa, ma non riesco più a fare lo stesso con il blog. Quest'anno sto scrivendo pochissimo qui, benchè io mi senta molto più introspettiva, molto più consapevole. Eppure forse quello che lascio quassù come traccia, è molto più significativo di un flusso di pensieri qualunque, che dice tante cose ma poi in sostanza non ha nulla di vero da raccontare. Vi ricordate le due summerschool del post precedente ? Le ho fatte, le ho affrontate con coraggio. Ora è già finito tutto, ma io non sono ancora in ferie. Mi ostino a chiudermi in laboratorio fino all'ultimo giorno, mi faccio cullare da una piccola ossessione, mi do il tormento e mi sfinisco. Ma alla fine venerdì prossimo andrò in vacanza, per soli 7 giorni contati, e...

Non è mai troppo tardi

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Meno social. Meno distrazioni. Meno pigrizia. Più letture. Più arte. Più voglia di vivere. Meno asocialità. Più persone di valore. Meno obblighi. Più disciplina. Meno caos. Più ordine. Come i fiori selvatici devi permettere a te stessa di sbocciare nei luoghi in cui le gli altri pensavano che mai saresti sbocciata. Una lista di buoni propositi che ciclicamente si ripropone, dandomi l'impressione di poter tenere sotto controllo la mia vita, che ogni tanto sembra sfuggirmi. Ma forse sono semplicemente io a farmi troppe paranoie. Non riesco ad accettare completamente l'idea di avere qualcosa che sfugge dal mio controllo. A volte l'unica cosa che riesco a fare, è non mandare a puttane tutta l'intera giornata solo perchè mi sono svegliata male. Penso che sia la prima cosa che ciascuno di noi dovrebbe mettersi in testa: non è mai troppo tardi. E quindi una giornata storta si può raddrizzare, così come una settimana storta, un mese o persino un...

Mi vestivo male, dicevo le parolacce, volevo fare ciò che volevo

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« GERTRUDE: Una disgrazia incalza alle calcagna un'altra, tanto presto si succedono. Laerte, tua sorella s'è annegata. LAERTE: Annegata! Ah, dove? GERTRUDE: C'è un salice che cresce di traverso a un ruscello e specchia le sue foglie nella vitrea corrente; qui ella venne, il capo adorno di strane ghirlande di ranuncoli, ortiche, margherite e di quei lunghi fiori color porpora che i licenziosi poeti bucolici designano con più corrivo nome ma che le nostre ritrose fanciulle chiaman "dita di morto"; ella lassù, mentre si arrampicava per appendere l'erboree sue ghirlande ai rami penduli, un ramo, invidioso, s'è spezzato e gli erbosi trofei ed ella stessa sono caduti nel piangente fiume. Le sue vesti, gonfiandosi sull'acqua, l'han sostenuta per un poco a galla, nel mentre ch'ella, come una sirena, cantava spunti d'antiche canzoni, come incosciente della sua sciagura o come una creatura d...

Sono tornata, abbastanza vittoriosa

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Le due settimane di semi libertà sn finite.I miei genitori sono tornati. E' stata una settimana dura. Carl__ Che tira con l'arco al Forte Puin sulle alture di Genova Credevo di riuscire a riposarmi, ma gli unici obiettivi vhe ho raggiunto sono stati quelli di tirare con l'arco, riscoprire un pò la mia genova, riavvicinarmi seriamente e con la testa allo spirito che avevo a Lisbona. Certo, ci è voluta un'altra folle litigata con il mio prode e la sua conseguente influenza per farmi rendere conto di aver superato il limite. Di nuovo. Ma questa volta, forse, si è accorto anche lui di aver oltrepassato un limite: quello dell'accanimento nei miei confronti. Che, lo so, non è in cattiva fede, perchè lui vuole per me il meglio, e sa che posso fare di pù, sempre di più...ma non ce la faccio. Ma in queste due settimane, ho anche capito che il "non ce la faccio" non esiste. Ho scavalcato il cancello altissimo del forte Puin, e ho camminato tantissimo in mezza ...