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Colore di pioggia e di ferro - Salvatore Quasimodo

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Dicevi: morte, silenzio, solitudine; come amore, vita. Parole delle nostre provvisorie immagini. E il vento s'è levato leggero ogni mattina e il tempo colore di pioggia e di ferro è passato sulle pietre, sul nostro chiuso ronzio di maledetti. Ancora la verità è lontana. E dimmi, uomo spaccato sulla croce, e tu dalle mani grosse di sangue, come risponderò a quelli che domandano? Ora, ora: prima che altro silenzio entri negli occhi, prima che altro vento salga e altra ruggine fiorisca. -Salvatore Quasimodo Lascio questa poesia come un invito a godere di ogni singola sensazione, ogni singolo stimolo di ciascuno dei sensi va assaporato. Anche quando è doloroso, anche quando non ci piace. Il segreto è godere anche delle emozioni negative, perchè non esiste il giorno senza la notte. Non esiste morte senza vita, non esiste silenzio senza la musica, e non esiste solitudine senza quei piccoli momenti di allegria e di amore in compagnia di qualcuno. E questa è una poesia ...

L'ultimo giorno di un'altra persona

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Oggi Pedro, il ragazzo brasiliano che è stato qualche mese a lavorare alla sua tesi, nel nostro laboratorio, se ne va. E' appena andato via. Mi ha salutata, mi ha ringraziata per averlo aiutato, ci siamo augurati vicendevolmente boa sorte . Anche lui forse vorrà tornare da dottorando, qui a Lisbona. Mi ha ricordata tanto me stessa, quando scrivevo questo post, circa un anno fa:  https://letaschepienedisogni.blogspot.com/2017/07/o-ultimo-dia.html Alla fine io in quel laboratorio a Bobadela non sono mai più tornata, e mi manca. Lavoro con persone diverse, in un campus diverso. Lavoro su un progetto completamente differente da quello precedente, che non ho avuto l'opportunità di continuare. Ad aprile ho incontrato il prof che mi ha seguito durante la tesi. L'ho incontrato per caso in metro. Era felice perchè stavamo chiacchierando in portoghese, e lui ha sempre desiderato che iniziassi a parlare portoghese fluentemente. Era contento che fossi tornata, come tanto desi...

Non è mai troppo tardi

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Meno social. Meno distrazioni. Meno pigrizia. Più letture. Più arte. Più voglia di vivere. Meno asocialità. Più persone di valore. Meno obblighi. Più disciplina. Meno caos. Più ordine. Come i fiori selvatici devi permettere a te stessa di sbocciare nei luoghi in cui le gli altri pensavano che mai saresti sbocciata. Una lista di buoni propositi che ciclicamente si ripropone, dandomi l'impressione di poter tenere sotto controllo la mia vita, che ogni tanto sembra sfuggirmi. Ma forse sono semplicemente io a farmi troppe paranoie. Non riesco ad accettare completamente l'idea di avere qualcosa che sfugge dal mio controllo. A volte l'unica cosa che riesco a fare, è non mandare a puttane tutta l'intera giornata solo perchè mi sono svegliata male. Penso che sia la prima cosa che ciascuno di noi dovrebbe mettersi in testa: non è mai troppo tardi. E quindi una giornata storta si può raddrizzare, così come una settimana storta, un mese o persino un...

Porto Covo e Sines - Festival Musicas do Mundo 2018

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Il weekend scorso ho deciso di scollegarmi dal mondo dei social, dalle distrazioni digitali e concedermi qualche momento di relax immersa nella musica, nella natura e andando in meravigliose spiagge. Il modo migliore per farlo è stato andare a Porto Covo, al festival  Musicas do Mundo , in compagnia dei miei colleghi di università. Inizio parlando del luogo MERAVIGLIOSO, con paesaggi naturali molto selvaggi, e spiagge paradisiache. Una vera delizia, per gli occhi, per la mente, e anche per l'abbronzatura! Staccare internet e godermi l'esperienza è stato fondamentale per ritrovare un po' di contatto con me stessa, e con gli altri. Tramonto a Porto Covo Praia de Sines Ho dormito in tenda. E la prima notte è stata molto figa, con i rumori della natura, e gli uccelli al mattino, ma il risveglio con dolori molesti ovunque è stato non proprio piacevole. Così come la notte dopo, in cui il mio corpo, se avesse potuto staccarsi dalla mia anima avven...

Mi vestivo male, dicevo le parolacce, volevo fare ciò che volevo

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« GERTRUDE: Una disgrazia incalza alle calcagna un'altra, tanto presto si succedono. Laerte, tua sorella s'è annegata. LAERTE: Annegata! Ah, dove? GERTRUDE: C'è un salice che cresce di traverso a un ruscello e specchia le sue foglie nella vitrea corrente; qui ella venne, il capo adorno di strane ghirlande di ranuncoli, ortiche, margherite e di quei lunghi fiori color porpora che i licenziosi poeti bucolici designano con più corrivo nome ma che le nostre ritrose fanciulle chiaman "dita di morto"; ella lassù, mentre si arrampicava per appendere l'erboree sue ghirlande ai rami penduli, un ramo, invidioso, s'è spezzato e gli erbosi trofei ed ella stessa sono caduti nel piangente fiume. Le sue vesti, gonfiandosi sull'acqua, l'han sostenuta per un poco a galla, nel mentre ch'ella, come una sirena, cantava spunti d'antiche canzoni, come incosciente della sua sciagura o come una creatura d...

Ho imparato a superare i miei limiti andando in bicicletta

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Ho conosciuto Manuela e il suo blog su un gruppo di Facebook dedicato al ciclismo. Il suo blog cycling in love è un progetto bellissimo, che mi ha colpita -e coinvolta!- fin dalla lettura delle prime righe. Volevo che raccontasse di lei qui, nel mio piccolo spazio, e allora ho posto una domanda: 'cosa hai imparato andando in bicicletta?'  Manuela ci risponde nel modo più autentico possibile, e ci racconta come la bicicletta stessa sia una metafora dell'esistenza, in cui spesso ti viene tolto molto e dato poco. Ma non importa: qualsiasi sia il tuo background, qualsiasi siano le tue passioni, supera sempre i tuoi limiti! Buona lettura! Intanto ci tengo a ringraziarti, Carlotta, per averci ospitato sul suo blog! Mi presento: sono Manuela, ho 26 anni e attualmente mi sto preparando a conseguire l’abilitazione come psicologa dopo una laurea magistrale all'Università di Padova. Da febbraio 2017 gestisco insieme al mio fidanzato cyclinginlove.com , blog incentr...

10 cose -in ordine sparso- per cui sono soddisfatta in questo momento della mia vita

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Oggi è una domenica che non sembra una domenica . E' pigra, ma non pigrissima come al solito. O meglio, ultimamente ho viaggiato fin troppo per rendermi conto di cosa fosse una domenica pigra e riposante. Però se rifletto sul passato, non ricordo delle belle attività che facessi la domenica. Di solito mi mummificavo fossilizzavo a letto, non cucinavo, non mangiavo   non mi nutrivo ma mangiavo un sacco di schifezze, mi lasciavo solo risucchiare da un vortice di pigrizia, che non mi faceva sentire rigenerata, ma spesso dava adito a insoddisfazioni varie , per via del fatto che sentivo di essermi comportata in modo inconcludente. Ultimamente non capita più. Riesco a essere pigra con moderazione, e ad arrivare alla fine che sento che la mia giornata abbia avuto un senso. Oggi, tra le altre cose, ho scritto tantissimo, e il modo migliore per concludere è condividere questa riflessione su ciò che mi rende soddisfatta della mia vita in questo periodo. Perchè nonostante i miei al...